PICCOLO RESOCONTO
STORICO TRA RICORDI E DOCUMENTI
Ripulendo un vecchio armadio ecco una cartellina
invitante, di mio padre, gelosamente mantenuta.
Vengono fuori vecchi documenti, personali e non, e tra questi
una relazione del presidente della commissione mista, nominata
con decreto prefettizio del 2 aprile 1933 N. 4222, per la
determinazione dei confini della frazione di Verrecchie distaccata
da Cappadocia ed aggregata a Tagliacozzo, in esecuzione dell’art.
2 del Regio Decreto 28 gennaio 1929 VII.
Mio padre mi aveva raccontato che il contenuto di questa
cartellina gli era stato affidato da anziani del paese che
si erano interessati alla vita politica, tanti anni prima.
La lettura del documento, con un linguaggio antico, mi ha
entusiasmato particolarmente tanto da spingermi a sintetizzare
un interessante lembo di storia di Verrecchie.
Uno storico, il Di Pietro, a pag. 49 della sua opera “Agglomerazioni
Marse” afferma che in un manoscritto conservato in casa
di D. Marino Tomassetti di Piscina, si raccontava quanto segue:
“Esistevano nella montagna di Tagliacozzo due paesetti
chiamati uno Verrumpano (Morbano) e l’altro Cacume.
Erano gli abitatori scambievolmente nemici fino al segno di
meditare gli uni la distruzione degli altri. Eseguirono il
concepito disegno nella stessa notte quei di Verrumpano e
quelli di Cacume e lo fecero risolutamente. Quando senza saperlo,
vollero rientrare nelle proprie abitazioni, ognuno le trovò
bruciate e così strinsero amicizia ed andarono ad abitare
in Verrecchie”.
I superstiti dei due paesi trasportarono a Verrecchie la
“campana grande” che si trova ancora oggi nel
campanile della vecchia chiesa di S. Egidio, nella quale si
legge la data del 1525, quindi si pensa che l’epoca
di tale avvenimento è da ricercare nel secolo XVI.
Questo racconto sembra un po’ romanzato, forse più
semplicemente i due villaggi sono stati distrutti contemporaneamente
in qualche movimento tellurico, molto frequente in questa
regione. Ma i due ex feudi “Cacume e Morbano”
sono esistiti veramente, lo testimoniano le rivendicazioni
dei “naturali” di Verrecchie che, attraverso gli
accertamenti in luogo, sui ruderi evidenti dei due paesi,
hanno potuto dimostrare l’appartenenza degli stessi
alla Montagna Dogana e rivendicarne la proprietà, partecipando,
così, alla divisione e suddivisione della montagna
stessa tra l’ex feudatario Colonna ed i comuni interessati,
tra cui particolarmente Verrecchie.
Altra citazione relativa all’esistenza dei due ex feudi,
è ancora menzionata nel n. 2/c dell’ordinanza
27 settembre 1811 del Cav. De Thomasis, relativa sempre alla
contestazione di divisione della Montagna Dogana, dove dice:
”tutto al più provava che i possedimenti particolari
sparsi in taluni locali della Dogana erano pervenuti ai possessori
dell’anno 1654 dagli antichi cittadini degli ex feudi
disabitati di Cacume e Morbano, i cui ruderi, senza contraddizione,
erano stati riconosciuti esistenti dentro della stessa Montagna
Dogana”.
Verrecchie comunque esisteva, i suoi abitanti, nel tempo,
sono aumentati e diminuito forse a causa di pestilenze, lotte
interne, battaglie, tanto che documentazioni citano tassazioni
per 85 fuochi nel 1595, per 104 nel 1600 e per 27 nel 1669.
Quello che emerge da più fonti è che Verrecchie
ha sempre vissuto principalmente di pastorizia, per cui le
rivendicazioni dei naturali del paese verso i comuni vicini,
all’epoca chiamati “Università”,
da demani comunali detti UNIVERSALI, sono state sempre per
confini e definizione degli stessi.
Altro elemento che emerge sempre, è la vivacità
degli abitanti, tant’è che nel decreto prefettizio
del 2 aprile 1933 N. 4222 vengono riportate le “vicende
nel tempo dell’Università di Verrecchie”.
“L’università di Verrecchie, espressione
della turbolenza dei suoi abitanti in cerca sempre di assetto
migliore che pare non abbiano ancora conseguito, in poco più
di un secolo ha avuto vicende varie nella sua vita amministrativa”.
Questo assetto migliore Verrecchie lo ha ricercato continuamente,
distaccandosi da Cappadocia ed aggregandosi a Tagliacozzo,
e viceversa.
Con legge 2 agosto 1806 Re Giuseppe Napoleone abolì
la feudalità con tutte le sue attribuzioni.
Successivamente ordinò la ripartizione dei demani di
qualsiasi natura feudale, di chiesa, comunali ed altro, allo
scopo di essere posseduti in libera proprietà di coloro
ai quali sarebbero toccati.
Norme procedurali successive ne determinarono le attribuzioni.
Per la legge 19 gennaio 1807, per la circoscrizione dei governi
del Regno di Napoli e Sicilia, legge pubblicata al numero
2 del bollettino delle leggi anno 1807, l’Università
di Verrecchie, insieme ad altre 14 Università, fa parte
del governo di Tagliacozzo”.
Controversie continue obbligarono un riordino circoscrizionale
delle “Province del Regno di Napoli” e dei “Distretti
e Circondari” che componevano ciascuna provincia, così
si arrivò ad un riordinamento attuato del Re Gioacchino
Napoleone con suo decreto dato a Parigi il 4 gennaio 1810,
in forza del quale il Comune di Verrecchie fu aggregato a
Cappadocia, che, con Petrella, Castellafiume e Pagliata, formarono
“Comune Unico Riunito”.
Non si sa quando avvenne, di fatto, l’aggregazione di
Verrecchie a Cappadocia, non ci sono tracce negli archivi,
ma si sa per certo che in una riunione del 10 dicembre 1810,
con all’ordine del giorno: lo stato delle rendite e
pesi del Comune di Tagliacozzo, San Donato, Rocca di Cerro,
Tremonti, intervenne ancora l’Eletto di Verrecchie.
Nelle carte amministrative del Ministero dell’Interno
non risultava alcuna indicazione atta a determinare l’estensione
territoriale delle Province e dei Comuni che le costituivano.
Riferito a Verrecchie si è potuto riassumere solo quanto
segue:
- Che nello stato discusso di Cappadocia nel 1811 si fa cenno
alla Montagna di Verrecchie che rendeva 40 ducati l’anno
per fitto dell’erba
-Che la fonte più vicina al 1810 è data dal
catasto onciario del 1754 conservato nell’Archivio di
Stato di Napoli, che contiene l’indicazione e la descrizione
dei territori propri della Università e dei singoli
- Che in seguito a sentenza della Commissione feudale del
24 agosto 1810 è stata eseguita la ripartizione della
Montagna della Dogana tra i comuni di Cappadocia, Petrella,
Verrecchie e Tagliacozzo, la cui planimetria esiste ancora
in archivio.
L’ex feudo Montagna Dogana, di cui Verrecchie faceva
parte, era anche degli ex feudatari principi Colonna.
Continue vicende di contrasti per la definizione della ripartizione
dell’estensione montana tra tutti i richiedenti furono
tante e continuarono per anni. A seguito dell’affrancazione
enfiteutica fatto con atto del 12 ottobre 1899, le proprietà
della Montagna Dogana, furono assegnate in piena proprietà
e giurisdizione ai Comuni.
Il territorio sul quale Verrecchie aveva giurisdizione, fu
aggregato a Tagliacozzo a seguito del R.D. 28/11/1928. Contestazioni
e vertenze si susseguirono e si conclusero solo successivamente
dopo proposte conciliative.
I dati storici in mio possesso finiscono qui. Spero di poter
acquisire altre documentazioni ed ampliare le conoscenze della
storia di Verrecchie, la nostra storia, che ci fa sentire
questo piccolo posto, parte di noi.
Come mai, in questo momento, Verrecchie risulta comune di
Cappadocia? Non ho il numero di decreto, ma so, per vissuto,
che alla fine del 1947, ci fu di nuovo il passaggio a Cappadocia,
tanto è vero che, mentre io sono nata a Tagliacozzo
in aprile 1947, mio fratello è nato a Cappadocia, nel
1952.
A cura di Letizia Tocci |